Letture


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Signori miei, a me Humphrey Bogart mi fa una sega!” 

 Albert Camus

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La missione e’ improba: ritrovare il Sacro Graal. Ma un gruppo di studiosi di Hollywood, California ha messo insieme un team che non puo’ fallire. A guidarlo c’e’ Forrest Gump e le sue gambe veloci come il vento. Al suo fianco la leggiadra Amelie Poulain, con un sorriso da far intenerire anche il piu’ feroce degli albini sguinzagliati dall’Opus Dei. E infine il mago Gandalf, pronto a risolvere con i suoi incantesimi anche le situazioni piu’ spinose. Ma anche per un team cosi’ non sara’ una passeggiata. Sulla loro strada il destino ha messo Leon, assassino professionista dal cuore tenero, che per compiere la sua delicata missione ha anche lasciato a casa la giovane apprendista Mathilda. Il film e’ infinitamente superiore al libro, non si discute.

hitsunA pagina uno dell’Arte della Guerra, il piu’ antico trattato di strategia militare del mondo, Sun Tzu cita il Cosmo (le condizioni metereologiche) come uno dei 5 fattori determinanti della guerra.

Nel giugno del 1941 Hitler da’ il via all’invasione della Russia. L’operazione avrebbe dovuto aver inizio in maggio ma diverse ragioni, tra cui gli insuccessi di Mussolini in Albania, costringono a ritardare l’attacco di cinque settimane. Quando in dicembre le truppe naziste raggiungono Mosca il temibile inverno sovietico e’ ormai cominciato. Le piogge torrenziali prima e le abbondanti nevicate poi rendono impossibile il cammino ai mezzi pesanti. Per 3.2 milioni di soldati non resta che passare l’inverno accampati a -40…. Ma un saltino in biblioteca prima di diventare dittatore no eh?

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Nell’ultimo libro di Nick Hornby c’e’ un magistrale ritratto di Nick Drake, cantautore morto suicida nel 1974 a 26 anni:

Fratello, e’ come se avesse distillato tutta la malinconia del mondo, tutti i lividi e quei sogni del cazzo che ti sei lasciato alle spalle, e ne avesse versato l’essenza in una bottiglietta e l’avesse tappata. E quando comincia a suonare e cantare, la stappa, e puoi sentirne l’odore.

Che belle parole; difficile che qualcuno un giorno le dica di noi. Ma mi viene il dubbio che sia piu’ facile imbottigliare il dolore in una canzone, o catturarlo in un quadro, di quanto sia acchiappare il suo piu’ sfuggente alter ego, la gioia. Forse perche’ il dolore quando arriva sembra non voler piu’ andare via; galleggia nell’aria e si lascia esplorare nei suoi anfratti piu’ minuti? E invece la gioia e’ piu’ incostante, ci fa visita, anche spesso, ma non rimane mai a lungo. E’ per questo che siamo meno bravi a descriverla? Sapreste consigliarmi una canzone, un quadro, un libro pieno di gioia?

HornbySembra assurdo ma leggere un libro per puro piacere e’ una gioia che mi sono concesso raramente negli ultimi anni. Ma e’ tempo di cambiare. Sto’ leggendo A Long Way Down di Nick Hornby, la storia di quattro disperati che decidono di lanciarsi dallo stesso palazzo la notte di Capodanno. Dal loro incontro in cima alla “Casa dei Saltatori” nasce un improbabile sodalizio…

Una curiosita’. Sul retro dell’edizione inglese c’e’ un praise di un critico improbabile, l’appetitoso Johnny Depp: “prosa e personaggi tra i migliori che abbia avuto il piacere di leggere.” O, se lo dice lui…